Illuminazione e CO2: Per replicare la colorazione bianca e marrone contrastante, esige una quantità di luce mostruosa (PAR > 250), preferendo spettri solari caldi (es. 10.000K). Meno luce riceve, meno aragonite precipita: i margini calcificati spariscono e la pianta regredisce a un banale e fragile color marroncino fangoso. Essendo altamente fotosintetica non richiede CO2, ma dipende criticamente dai carbonati dell'acqua.
Nutrizione e Substrato: Necessita imperativamente di essere saldata a una roccia porosa tramite il suo bottoncino rizoidale. L'assorbimento di nutrienti (azoto e fosforo) avviene tramite le grandi lamine. Come per i coralli LPS e SPS, necessita di magnesio e calcio costanti per depositare le sue bande gessose bianche e di iodio per contrastare il foto-degrado delle cellule sotto la luce battente.
Chimica dell'Acqua: È forse l'alga che più di tutte esige parametri chimici perfetti, pena lo sfaldamento della calcificazione. Temperatura mediterranea o subtropicale (18-25°C), densità rigida (1.026), pH elevato (8.2-8.4) e una triade bilanciata (Ca, Alk, Mg). Se l'alcalinità cala sotto 7 dKH, i ventagli diventano fragili e le correnti li sgretolano facilmente.
Gestione dello Spazio e Posizionamento: La Coda di Pavone è una star del display tank (specie in biotopi mediterranei o acquari di cavallucci), non un'alga da sump. Si posiziona nella parte medio-alta della rocciata, saldando la sua base esile su un anfratto esposto alla luce prepotente e a una corrente turbolenta, che aiuterà a pulire la superficie imbutiforme dal detrito precipitante. Cresce moderatamente, formando affascinanti terrazzamenti.
Potatura: Non si pota. Se l'alga prospera, genererà periodicamente nuove lamine concentriche dal rizoma basale. Se alcune lamine vecchie si sgretolano o muoiono asfissiate dalle alghe cianobatteriche, si spezzeranno naturalmente oppure potrete rimuoverle delicatamente tirando il margine morto per non strappare il disco adesivo del ventaglio principale.
Rischi e Malattie: È delicata da maneggiare: le sue lamine calcificate si spezzano se manipolate bruscamente. Il rischio mortale in vasca per quest'alga è l'epifitismo: le micro-alghe o la melma batterica si posano nella conca a ventaglio, impedendole di fare fotosintesi e soffocandola. Per la compatibilità, la sua forte calcificazione e la presenza di florotannini sgradevoli respingono la maggior parte degli erbivori deboli, sebbene i ricci dotati di denti forti la tritureranno inevitabilmente.