Illuminazione e CO2: Ecco il suo più grande limite in acquario: è un'alga fotofoba. Una luce forte (PAR > 100) la brucerà nel giro di pochi giorni, facendola sbiadire in un triste color ruggine o bianco prima di disgregarsi. Deve essere posizionata esclusivamente all'ombra di surplomb rocciosi, sotto i rami di grossi coralli duri o in refugium con illuminazione estremamente tenue e soffusa. Non richiede CO2.
Nutrizione e Substrato: Non usa rizoidi per prelevare dal fondo, tutto il nutrimento organico (fosfati e nitrati) viene assorbito dall'acqua attraverso la membrana delle vescicole. Per crescere rigogliosa e mantenere il turgore dei suoi palloncini rossi, necessita di una modesta quantità di nutrienti disciolti e di regolari integrazioni di ferro e iodio nel sistema marino.
Chimica dell'Acqua: Poiché proviene spesso da zone profonde o temperate, predilige acque leggermente più fresche del tipico acquario tropicale corallino, benché si adatti senza troppi problemi a temperature di 24-25°C. Un aumento prolungato oltre i 27°C ne indurrà un rapido deperimento. Salinità, pH e dKH rimangono i classici del reef.
Gestione dello Spazio e Posizionamento: La sua natura non invasiva e la crescita lenta la rendono una "gemma preziosa" per l'aquascaping del display principale, a patto di rispettare le sue esigenze di luce scarsa. Fissatela alla base della rocciata, dove la luce della plafoniera stenta ad arrivare, usando una colla gel cianoacrilata sulla base del ramo scuro. Aggiunge un contrasto di consistenze e colori unico accanto ai coralli spugnosi.
Potatura: La crescita è così contenuta che raramente richiede potature per esportare massa. Se i grappoli si allargano troppo, basta usare delle cesoie per coralli per tagliare nettamente l'asse centrale tra le vescicole. I frammenti staccati possono essere incollati altrove. Mai schiacciare le vescicole per potare: la linfa persa indebolisce severamente il ramo genitore.
Rischi e Malattie: È estremamente appetibile. È il caviale dei pesci erbivori: se immessa in un acquario con Acanturidi o Angeli nani (Centropyge), i suoi grappoli verranno fatti scoppiare e divorati in modo fulmineo. Anche alcune specie di ricci di mare o lumache turbo possono raderla al suolo. L'unico altro rischio grave è l'accumulo di cianobatteri sulle sue vescicole se il flusso dell'acqua nelle zone d'ombra è inesistente.