Encyclopaedia
Caulerpa racemosa
Caulerpa racemosa
Caulerpa racemosa: macroalga marina della famiglia Caulerpaceae, utile in refugium, vasche display marine o sistemi con gestione naturale dei nutrienti.
- Famiglia
- Caulerpaceae
- Provenienza
- Cosmopolite o introdotteEuropa, Mediterraneo e Asia occidentaleAustralia, Nuova Guinea e OceaniaOceani tropicali e reef
- Uso in vasca
- Usata in 0 vasche
Condividi
24 °C - 28 °C
8.1 - 8.4
Marina
Media-alta
Low
Descrizione
Origine Geografica e Habitat: La Caulerpa racemosa, nota popolarmente come "Grape Caulerpa" (Caulerpa a grappolo d'uva), è un'alga marina bentonica che popola le acque costiere tropicali e subtropicali dell'Indo-Pacifico, estendendosi fino all'Oceano Atlantico. Cresce rigogliosa sui reef corallini poco profondi, nelle praterie di fanerogame marine e sulle distese rocciose intertidali, sopportando correnti sia lievi che sostenute. La sua incredibile spinta colonizzatrice le ha permesso di formare densi tappeti invasivi anche in zone temperate (come l'Australia meridionale e il Mediterraneo), dove soffoca l'ecosistema nativo.
Tassonomia e Genetica: È una delle specie morfologicamente più complesse e variabili (polimorfiche) della famiglia Caulerpaceae (clorofite sifonose). È costituita anch'essa da un gigantesco plasmodio multinucleato non settato. Numerose "varietà" o ecotipi (come la var. *cylindracea* o *peltata*) presentano differenze spiccate nella forma dei rametti in base alle condizioni idrodinamiche e di luce dell'ambiente in cui si sviluppano.
Struttura Fisica: L'anatomia è inconfondibile. Si propaga tramite una fitta rete di spessi rizomi striscianti da cui scendono ancoraggi formidabili (rizoidi). Verso l'alto, i fusti verticali sostengono brevi ramificazioni (ramuli) la cui terminazione si rigonfia a forma di sfera, cilindro o disco a fungo. Nel morph più comune, la struttura ricorda da vicino un grappolo d'uva verde in miniatura. Questi sferoidi servono ad aumentare drasticamente il volume cellulare per immagazzinare nutrienti e fluidi.
Colore e Trama: Presenta una colorazione verde smeraldo brillante e lucida. Le sferette (o i dischetti) appaiono turgide e traslucide, gonfie di linfa (citoplasma), e offrono una consistenza succulenta. Se maneggiata bruscamente, gli sferoidi scoppiano facilmente rilasciando la linfa biancastra e i composti chimici di difesa (caulerpina e caulerpenina) che risultano altamente tossici e sgradevoli per i predatori bentonici.
Cura e osservazioni
Illuminazione e CO2: Predilige un'illuminazione molto intensa. I migliori ritmi di crescita e la formazione dei grappoli più densi e tondeggianti si ottengono con valori PAR elevati (150-300). In carenza di luce, i fusti si allungano e i "chicchi d'uva" diventano radi, appiattiti (forma a ombrello) e deboli. La cattura della CO2 avviene naturalmente dai carbonati disciolti, non essendo necessaria alcuna iniezione gassosa artificiale.
Nutrizione e Substrato: È una macchina da filtrazione estrema. Per mantenere turgidi i suoi grappoli, necessita di una costante infusione di inquinanti. Nitrati e fosfati elevati non la spaventano, anzi ne alimentano la crescita ipertrofica. Cresce su qualsiasi substrato, dalle rocce lisce alla sabbia finissima, preferendo i detriti porosi da cui i suoi rizoidi possono scavare attivamente composti minerali e ferro disciolto.
Chimica dell'Acqua: Altamente tollerante a fluttuazioni termiche e di densità. Si trova a suo agio nei parametri classici marini (24-26°C, pH 8.1-8.4, dKH 7-10). Un elemento chimico vitale per il genere Caulerpa è l'integrazione di oligoelementi e soprattutto Iodio: una sua carenza può portare al deperimento rapido del plasmodio e indurre uno stress riproduttivo letale per la vasca.
Gestione dello Spazio e Posizionamento: Tra tutte le Caulerpe, la *racemosa* è forse la più aggressiva e pericolosa se inserita nel display principale con coralli duri. Cresce letteralmente sopra gli invertebrati, intrecciando i suoi stoloni tra i rami delle Acropore e soffocandole privandole di luce e flusso. Deve essere confinata strettamente in un refugium di generose dimensioni con una forte illuminazione fitostimolante.
Potatura: La raccolta e lo sfoltimento devono avvenire settimanalmente. Essendo composta da grosse strutture gonfie di citoplasma, il taglio provoca un sanguinamento massiccio e opacizza l'acqua. Per potarla senza disastri chimici, è essenziale evitare di recidere il rizoma; si deve piuttosto staccare l'intera ramificazione dalla base pinzando fermamente con le dita o con pinze chirurgiche smussate per far rimarginare immediatamente il micro-foro.
Rischi e Malattie: Oltre alla sua incontrollabile invasività, è tristemente famosa per la facilità con cui va incontro a sporulazione sessuale (meltdown). I grappoli, improvvisamente, si coprono di un reticolo biancastro, e nel giro di poche ore l'intera pianta si dissolve, trasformando l'acqua in un brodo torbido verde-lattiginoso saturo di ammoniaca e tossine. Cicli fotoperiodici stabili, potature massive delle parti vecchie e un buon skimming limitano drasticamente questo cataclisma biologico.
Profilo pianta
- Posizionamento
- Midground
- Forma botanica
- Macroalga marina
- Luce
- Media-alta
- CO2
- Low
- Crescita
- Rapida
- Altezza attesa
- 10 cm
- Larghezza attesa
- 20 cm
- Substrato
- Roccia viva, sabbia o crescita libera secondo specie
- Fertilizzazione in colonna
- Nutrienti disponibili in acqua marina; evitare zero nutrienti prolungato
- Potatura
- Potare e rimuovere biomassa per esportare nutrienti.
- Propagazione
- Frammentazione vegetativa
- Nutrienti
- Utile per assorbire nitrati e fosfati quando crescita attiva.
- Sensibilita'
- Sensibile a instabilita salina, erbivori e carenza estrema di nutrienti.
- Ruolo layout
- Macroalga/refugium
Galleria immagini
Immagini licenziate collegate alla specie o, quando indicato, al taxon rappresentativo piu' vicino.

