Encyclopaedia
Gracilaria rossa
Gracilaria parvispora
Gracilaria rossa: macroalga marina della famiglia Gracilariaceae, utile in refugium, vasche display marine o sistemi con gestione naturale dei nutrienti.
- Famiglia
- Gracilariaceae
- Provenienza
- Oceani tropicali e reef
- Uso in vasca
- Usata in 0 vasche
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24 °C - 28 °C
8.1 - 8.4
Marina
Media-alta
Low
Descrizione
Origine Geografica e Habitat: La Gracilaria rossa (spesso riferita alla specie *Gracilaria parvispora*, detta anche "Ogo") è una macroalga marina originaria dei mari temperati e tropicali, con una concentrazione particolare nell'Indo-Pacifico e lungo le coste delle Hawaii. Prospera in acque costiere poco profonde, ricche di nutrienti e soggette a un ricambio idrico vivace, ancorandosi a detriti corallini, rocce sommerse o gusci di molluschi in aree protette dai frangenti oceanici diretti.
Tassonomia e Genetica: È una rodofita (alga rossa) appartenente alla famiglia Gracilariaceae. La colorazione rossa è dovuta alla presenza di ficoeritrina, un pigmento accessorio che le permette di catturare efficacemente lo spettro luminoso blu e verde che penetra in profondità. A differenza delle alghe verdi invasive come la Caulerpa, la Gracilaria è un organismo pluricellulare complesso, il che la rende strutturalmente più stabile e priva del rischio di "meltdown" (collasso cenocitico).
Struttura Fisica: Non possiede radici, ma un piccolo disco adesivo basale da cui si ergono fusti carnosi e cilindrici. Il tallo si ramifica ripetutamente in modo dicotomico o irregolare, formando densi e intricati cespugli sferici. I rami sono turgidi, traslucidi e relativamente spessi, donando all'intera struttura un aspetto cespuglioso, quasi scultoreo, molto apprezzato a livello ornamentale.
Colore e Trama: La livrea varia da un rosso rubino profondo a un rosa traslucido o bordeaux, a seconda dell'intensità luminosa e della concentrazione di ferro nell'acqua. La superficie è perfettamente liscia, setosa e leggermente gommosa o cartilaginea al tatto. Le punte in attiva crescita appaiono spesso più chiare, quasi rosate o arancioni.
Cura e osservazioni
Illuminazione e CO2: Cresce in modo ottimale sotto un'illuminazione media. Una luce troppo abbagliante (specie con forte componente bianca o UV) può farle perdere i pigmenti rossi, facendola virare verso uno sgradevole giallo-arancio o marroncino. Si consiglia un PAR tra 100 e 200. Sfrutta i carbonati presenti in acqua, pertanto non richiede iniezioni addizionali di CO2 nel sistema.
Nutrizione e Substrato: È considerata una vera "spugna" per i nutrienti: assorbe nitrati e fosfati con incredibile voracità direttamente dalla colonna d'acqua attraverso l'epidermide. Può essere tenuta galleggiante in un refugium o fissata al substrato roccioso nel display principale. Affinché i rami restino carnosi e di un rosso acceso, necessita di costanti integrazioni di ferro chelato e iodio.
Chimica dell'Acqua: Relativamente robusta, tollera temperature dai 22 ai 28°C e una densità classica marina (1.024-1.026). Ambienti eccessivamente asettici (ULNS, Ultra Low Nutrient Systems) causeranno il rapido assottigliamento e la disintegrazione dei rami per inedia. È vitale che vi sia sempre un livello tracciabile di inquinanti organici.
Gestione dello Spazio e Posizionamento: Molto decorativa, è una delle poche macroalghe consigliate per l'acquario principale. Il disco basale può essere incollato a una roccia. Non ha natura invasiva e non infesta le rocce con rizoidi striscianti, cresce in altezza in un cespuglio compatto. Se tenuta in refugium, fornirà un substrato impareggiabile per la proliferazione di anfipodi e copepodi.
Potatura: La manutenzione è estremamente semplice. Per limitarne la crescita o esportare nutrienti, è sufficiente spezzare o tagliare i rami in eccesso con le mani o con delle forbici. I frammenti tagliati, se incastrati tra le rocce o incollati, daranno origine a nuovi cespugli in breve tempo. La porzione rimossa costituisce un alimento eccellente per pesci erbivori.
Rischi e Malattie: Oltre alla perdita di turgore dovuta all'assenza di nitrati, il rischio principale in acquario è che venga rapidamente decimata. È l'alimento preferito per eccellenza di Zebrasoma, Acanthurus, Siganidi e persino paguri. Se inserita in un display con pesci erbivori, verrà divorata fino alla base in poche ore, motivo per cui viene spesso coltivata in sump unicamente a scopo alimentare (come mangime vivo a km zero).
Profilo pianta
- Posizionamento
- Midground
- Forma botanica
- Macroalga marina
- Luce
- Media-alta
- CO2
- Low
- Crescita
- Media
- Altezza attesa
- 20 cm
- Larghezza attesa
- 15 cm
- Substrato
- Roccia viva, sabbia o crescita libera secondo specie
- Fertilizzazione in colonna
- Nutrienti disponibili in acqua marina; evitare zero nutrienti prolungato
- Potatura
- Potare e rimuovere biomassa per esportare nutrienti.
- Propagazione
- Frammentazione vegetativa
- Nutrienti
- Utile per assorbire nitrati e fosfati quando crescita attiva.
- Sensibilita'
- Sensibile a instabilita salina, erbivori e carenza estrema di nutrienti.
- Ruolo layout
- Macroalga/refugium
Galleria immagini
Immagini licenziate collegate alla specie o, quando indicato, al taxon rappresentativo piu' vicino.

