Encyclopaedia
Chaetomorpha
Chaetomorpha linum
Chaetomorpha: macroalga marina della famiglia Cladophoraceae, utile in refugium, vasche display marine o sistemi con gestione naturale dei nutrienti.
- Famiglia
- Cladophoraceae
- Provenienza
- Allevamento selettivo e cultivarEuropa, Mediterraneo e Asia occidentaleAsia meridionale e sud-est asiaticoOceani tropicali e reefCosmopolite o introdotte
- Uso in vasca
- Usata in 0 vasche
Condividi
24 °C - 28 °C
8.1 - 8.4
Marina
Media-alta
Low
Descrizione
Origine Geografica e Habitat: La Chaetomorpha (comunemente abbreviata in "Chaeto" o detta alga a paglietta) ha una distribuzione cosmopolita e si trova in quasi tutte le acque marine costiere, negli estuari e nelle lagune salmastre del globo, dal Mediterraneo all'Oceano Indiano. Il suo habitat ideale è costituito da aree calme, baie protette o pozze di marea dove fluttua liberamente nella colonna d'acqua o rimane impigliata superficialmente alle strutture fisse. Preferisce ambienti con correnti lente e un imponente accumulo di nutrienti organici.
Tassonomia e Genetica: È un'alga verde clorofita appartenente alla famiglia Cladophoraceae. A differenza delle Caulerpe (che sono cenocitiche), le specie del genere Chaetomorpha sono pluricellulari. Le loro cellule si dispongono una dopo l'altra a formare filamenti tubolari non ramificati. Questa struttura cellulare compartimentata impedisce il temutissimo collasso totale (meltdown) in caso di danneggiamento tissutale o stress ambientale, rendendola un'alga incredibilmente stabile.
Struttura Fisica: Non possiede né rizoidi per ancorarsi, né foglie, né un rizoma centrale. La sua architettura è semplicemente un ammasso sferico o cilindrico di filamenti microscopici intrecciati che ricordano da vicino una matassa di lenza da pesca aggrovigliata o una spugnetta abrasiva (paglietta). I lunghissimi filamenti si aggrovigliano tra di loro formando cuscini fluttuanti, fornendo un incredibile reticolo tridimensionale perfetto per intrappolare il detrito in sospensione.
Colore e Trama: Di colore verde scuro o verde erba, la sua trama è l'elemento che più la contraddistingue: rigida, vitrea, croccante e ispida al tatto. I filamenti sembrano quasi sintetici (simili a fili di plastica o di nylon). Non rilascia linfa bianca se spezzata, rendendo la sua gestione fisica totalmente pulita e priva di secrezioni chimiche difensive in acquario.
Cura e osservazioni
Illuminazione e CO2: Prospera sotto un'illuminazione intensa e prolungata (spesso si usano lampade fitostimolanti dedicate con spettro rosso e blu). I ritmi di crescita migliori si ottengono con un fotoperiodo inverso o persino con un'illuminazione continua 24/7, sebbene qualche ora di buio favorisca la longevità dell'ammasso. L'alta fotosintesi della Chaetomorpha aiuta a estrarre massicciamente CO2 dall'acqua durante la notte, stabilizzando in modo eccellente il pH del sistema principale.
Nutrizione e Substrato: È l'alga da refugium per eccellenza. Non necessita di alcun substrato (sabbia o fango), poiché estrae tutti i fosfati e i nitrati direttamente dalla colonna d'acqua attraverso l'intera superficie dei suoi filamenti. Per mantenere ritmi di crescita esuberanti, è consigliabile integrare oligoelementi e ferro chelato nell'acqua, altrimenti i filamenti diventeranno sottili, giallastri e tenderanno a sgretolarsi.
Chimica dell'Acqua: Resistenza granitica. Sopravvive a sbalzi di temperatura (15-30°C) e a massicci crolli o innalzamenti di salinità (1.015 - 1.030) senza il minimo problema. Predilige un'acqua leggermente alcalina (pH 8.2-8.4) e valori stabili di calcio e magnesio per rinforzare le pareti cellulari dei suoi rigidi filamenti tubolari.
Gestione dello Spazio e Posizionamento: Non va inserita nel display tank principale: le forti correnti la sminuzzerebbero disperdendola ovunque, intasando le pompe e avvolgendo i coralli in fastidiose ragnatele verdi. La sua dimora perfetta è una camera vuota della sump (il classico refugium a letto nudo) o un reattore per alghe a flusso forzato, dove un lento moto rotatorio garantisce che l'intera matassa riceva luce e acqua pulita da tutti i lati.
Potatura: La manutenzione è quanto di più facile e pulito esista nel mondo marino. Non richiede accortezze chirurgiche: quando la matassa riempie il vano o il reattore, basta afferrarne una grossa manciata (fino al 50% del volume) e strapparla brutalmente con le mani per esportarla dall'acquario. Questo gesto rimuove fisicamente e in modo permanente gli inquinanti organici fissati nella sua biomassa.
Rischi e Malattie: È l'alga marina più sicura in assoluto in commercio. Non è tossica, non rilascia metaboliti sgraditi, non sporula causando il collasso della vasca (come le Caulerpe) e non infesta le rocce vive radicamente. L'unico "rischio" indiretto è l'eccessivo accumulo di detrito al centro della matassa se il flusso nel refugium è troppo debole, che potrebbe formare zone anossiche o rilasciare fosfati sedimentati; pertanto, è utile scuoterla vigorosamente durante i cambi d'acqua.
Profilo pianta
- Posizionamento
- Floating
- Forma botanica
- Macroalga marina
- Luce
- Media-alta
- CO2
- Low
- Crescita
- Rapida
- Altezza attesa
- 20 cm
- Larghezza attesa
- 20 cm
- Substrato
- Roccia viva, sabbia o crescita libera secondo specie
- Fertilizzazione in colonna
- Nutrienti disponibili in acqua marina; evitare zero nutrienti prolungato
- Potatura
- Potare e rimuovere biomassa per esportare nutrienti.
- Propagazione
- Frammentazione vegetativa
- Nutrienti
- Utile per assorbire nitrati e fosfati quando crescita attiva.
- Sensibilita'
- Sensibile a instabilita salina, erbivori e carenza estrema di nutrienti.
- Ruolo layout
- Macroalga/refugium
Galleria immagini
Immagini licenziate collegate alla specie o, quando indicato, al taxon rappresentativo piu' vicino.

