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Codium fragile
Codium fragile
Codium fragile: macroalga marina della famiglia Codiaceae, utile in refugium, vasche display marine o sistemi con gestione naturale dei nutrienti.
- Famiglia
- Codiaceae
- Provenienza
- Cosmopolite o introdotteNord AmericaEuropa, Mediterraneo e Asia occidentaleAsia orientaleOceani tropicali e reef
- Uso in vasca
- Usata in 0 vasche
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24 °C - 28 °C
8.1 - 8.4
Marina
Media-alta
Low
Descrizione
Origine Geografica e Habitat: Il Codium fragile, talvolta soprannominato "Dita di morto" (Dead Man's Fingers) o "Dita di velluto", è originario dell'Oceano Pacifico nord-occidentale (Giappone, Corea, Cina), ma a causa dell'antropizzazione navale è diventato una specie aliena cosmopolita, colonizzando le coste atlantiche, del Nord America e del Mediterraneo. Il suo habitat naturale comprende pozze di marea riparate, fondali rocciosi superficiali ed estuari. Tollera moderatamente bene l'inquinamento organico e si insedia su substrati duri o conchiglie di bivalvi in zone a debole o media energia idrodinamica.
Tassonomia e Genetica: È una macroalga verde clorofita appartenente alla famiglia Codiaceae. Anche questa specie presenta la peculiare struttura cenocitica, ovvero un unico gigantesco citoplasma non settato da pareti cellulari (un super-organismo unicellulare multinucleato). Le diverse sottospecie (come la ssp. *tomentosoides*) si distinguono per minuscole differenze anatomiche nei filamenti tubolari microscopici che compongono il tallo.
Struttura Fisica: Non ha radici vere e proprie, ma un disco basale spugnoso e fortemente aderente da cui si innalza un tallo carnoso e pesantemente ramificato. Le ramificazioni sono dicotomiche (si biforcano sempre in due a forma di "Y"), cilindriche e spesse come un dito umano. Internamente la struttura non è solida, ma composta da filamenti intrecciati (utricoli) che conferiscono alla pianta una consistenza morbida e comprimibile.
Colore e Trama: Colora l'acquario di un verde scuro, cupo, quasi verde bottiglia. La caratteristica più affascinante è la sua trama superficiale: al tatto risulta estremamente spugnosa, vellutata e felpata (da cui il nome *tomentosoides*). Questa morbidezza è dovuta alle punte sottili degli utricoli che sporgono in superficie, proteggendo il corpo dell'alga dall'essiccazione durante i cicli di bassa marea.
Cura e osservazioni
Illuminazione e CO2: Cresce lentamente in natura ed è molto versatile in acquario. Non richiede l'illuminazione accecante delle vasche coralline, anzi predilige una luce da moderata a medio-bassa (PAR 80-150). Sotto una luce eccessivamente intensa (specialmente sotto LED potenti), i rami superiori possono sbiancarsi (fotolisi) e ricoprirsi rapidamente di alghe infestanti. Non necessita di alcuna integrazione di anidride carbonica.
Nutrizione e Substrato: Necessita obbligatoriamente di un ancoraggio stabile (una roccia o una grossa conchiglia), non potendo sopravvivere sepolto nella sabbia. Come tutte le macroalghe, per mantenere rami spessi e carnosi ha bisogno di nitrati e fosfati costantemente rilevabili nella colonna d'acqua, sebbene i suoi ritmi di assorbimento siano estremamente blandi rispetto alle rapide Caulerpe o Chaetomorpha.
Chimica dell'Acqua: Trattandosi di una specie che in natura affronta cicli intertidali e migrazioni, è estremamente resistente agli sbalzi termici e chimici. Prospera a temperature tra i 18°C e i 26°C. Tollererà periodi di lieve iposalinizzazione (acqua salmastra), sebbene nel lungo periodo in acquario richieda i normali parametri di densità (1.024-1.026) e un pH alcalino per preservare il turgore spugnoso dei rami.
Gestione dello Spazio e Posizionamento: Grazie alla sua crescita molto pacata e alla sua estetica particolarissima, è una delle rare macroalghe verdi raccomandate per il display principale assieme ai coralli o per acquari tematici dedicati ai cavallucci marini (che amano usare le "dita" del Codium come appiglio per la coda). Va posizionata preferibilmente sul fondo, in aree a flusso moderato o basso, lontano dalla luce diretta abbagliante.
Potatura: La sua crescita letargica richiede interventi di manutenzione minimi (raramente più di una volta ogni due mesi). La potatura si effettua pizzicando saldamente la base della biforcazione ("Y") con le dita e tirando, o usando forbici affilate. Essendo cenocitica sanguinerà citoplasma verde, ma in quantità minime e con basso impatto tossico rispetto ad altre specie. Il ramo asportato difficilmente si attaccherà spontaneamente altrove senza essere incollato o legato a un supporto.
Rischi e Malattie: Non comporta il rischio di collasso catastrofico (meltdown) delle Caulerpe. Il problema principale in acquario è che la sua superficie spugnosa e vellutata è un magnete naturale per il detrito in sospensione e le alghe cianobatteriche. Se il flusso d'acqua è insufficiente, il Codium si ricoprirà di una patina marrone o di micro-alghe filamentose (epifite) che lo soffocheranno lentamente fino a farlo marcire. Soffiare regolarmente sulle sue fronde con una pipetta scongiura questa asfissia.
Profilo pianta
- Posizionamento
- Midground
- Forma botanica
- Macroalga marina
- Luce
- Media-alta
- CO2
- Low
- Crescita
- Lenta
- Altezza attesa
- 25 cm
- Larghezza attesa
- 15 cm
- Substrato
- Roccia viva, sabbia o crescita libera secondo specie
- Fertilizzazione in colonna
- Nutrienti disponibili in acqua marina; evitare zero nutrienti prolungato
- Potatura
- Potare e rimuovere biomassa per esportare nutrienti.
- Propagazione
- Frammentazione vegetativa
- Nutrienti
- Utile per assorbire nitrati e fosfati quando crescita attiva.
- Sensibilita'
- Sensibile a instabilita salina, erbivori e carenza estrema di nutrienti.
- Ruolo layout
- Macroalga/refugium
Galleria immagini
Immagini licenziate collegate alla specie o, quando indicato, al taxon rappresentativo piu' vicino.

