Rospo Comune
Bufo bufo
Il rospo comune europeo. Robusto, terricolo e incredibilmente longevo. Protagonista del folklore, necessita di terrari freschi e un rifugio buio.
Ambiente
Terrestre
Umidita'
50 - 70 %
Temperatura giorno
18 - 24 °C
Temperatura notte
12 - 16 °C
Temperatura ambiente
18 - 24 °C
Terrario minimo
>= 80 L
UVB
Ferguson 1
UVI
0 - 0,7 UVI
Descrizione della specie
Origine e Habitat: Diffuso in quasi tutta Europa, Nord Africa e Asia occidentale. Abita boschi, giardini, campi coltivati e aree rurali umide, frequentando corpi d'acqua principalmente per la riproduzione primaverile.
Tassonomia e Genetica: Anfibio robusto con pelle fortemente verrucosa di colore marrone o grigiastro. Presenta grandi ghiandole parotoidi prominenti dietro gli occhi e pupille orizzontali color rame. Può superare i 15 cm di lunghezza (in particolare le femmine).
Comportamento e Abitudini: Terricolo, notturno e prevalentemente camminatore. Trascorre il giorno nascosto sotto tronchi, pietre o sotterrato in lettiera umida. Svernano in buche o cavità profonde.
Morfologia: Femmine notevolmente più grandi e pesanti dei maschi. I maschi possiedono avambracci più robusti e calli nuziali scuri sulle prime tre dita durante la stagione degli amori.
Cura, allevamento e convivenza
Allestimento del Terrario: Richiede un terrario spazioso a sviluppo orizzontale (minimo 100x50x40 cm per adulti di grandi dimensioni). Substrato profondo di torba, terriccio e muschio per favorire l'infossamento. Inserire cortecce di sughero, tane buie e una vasca d'acqua poco profonda e facilmente accessibile.
Illuminazione e Riscaldamento: Clima temperato fresco. Temperature diurne ottimali tra 18 e 22°C; evitare assolutamente temperature superiori a 25°C. Brumazione invernale consigliata a 5-10°C per diversi mesi in un ambiente fresco e buio. Illuminazione minima.
Umidità e Idratazione: Umidità ambientale del 60-70%, con nebulizzazioni serali. Il substrato deve essere mantenuto umido ma non fradicio. Fornire sempre acqua declorata e pulita nella ciotola, cambiandola frequentemente.
Alimentazione e Integrazione: Insettivoro e vorace. Si nutre di lombrichi, grilli, scarafaggi, lumache e altri invertebrati. Integrare con calcio e vitamine 2-3 volte a settimana, soprattutto per esemplari in crescita ed adulti massicci.
Compatibilità: Molto pacifico e gregario con i conspecifici se lo spazio è adeguato. Non tenere con anfibi più piccoli o piccoli rettili poiché verrebbero predati. Evitare la convivenza con altre specie a causa delle secrezioni cutanee tossiche.
Salute e Malattie: Anfibio molto longevo (può superare i 20-30 anni in cattività). Sensibile al surriscaldamento, a infezioni batteriche cutanee (Red Leg) per scarsa igiene dell'acqua e all'accumulo di ammoniaca nel substrato. Manipolare il meno possibile.
Origine e distribuzione geografica
Questa specie proviene da: Europa e Asia occidentale.
Provenienza
Cosmopolite o introdotteAfrica e MadagascarEuropa, Mediterraneo e Asia occidentale
Profilo anfibio
- Dieta
- Insettivoro
- Il rospo comune è un predatore indiscriminato che consuma quasi ogni invertebrato terrestre che riesca a far entrare in bocca. La sua dieta è caratterizzata da lumache, lombrichi, porcellini di terra, coleotteri e bruchi, il che lo rende un alleato molto utile per i giardinieri. In un ambiente in cattività, accettano felicemente grilli, locuste, lombrichi e occasionalmente tarme della farina come parte di una dieta varia.
- Aspettativa di vita
- 10-40 anni
- Taglia adulta
- 15 cm
- Stile di vita/Microhabitat
- Terricolo
- Altamente terrestri, tornano in acqua solo per riprodursi all'inizio della primavera. Preferiscono habitat umidi e ombreggiati con molta lettiera e tronchi dove nascondersi.
- Ciclo di attivita'
- Crepuscolare
- I Rospi Comuni sono principalmente crepuscolari e notturni. Sono camminatori lenti e metodici che trascorrono le ore del tramonto cacciando coleotteri, lumache e vermi.
- Socialita'
- Solitario
- Sono prevalentemente notturni e fortemente terrestri e trascorrono la giornata riposando in rifugi poco profondi scavati sotto pietre, tronchi o lettiera di foglie. A differenza delle rane, i rospi comuni non saltano; camminano invece con un movimento lento e goffo. Se messi alle strette da un predatore, gonfiano il corpo d'aria e si alzano sulle zampe rigide per apparire molto più grandi e intimidatori.
- Riproduzione
- Oviparo
- Ogni primavera, i rospi comuni intraprendono una massiccia e istintiva migrazione verso lo stesso stagno in cui sono nati. I maschi spesso intercettano le femmine lungo il percorso, aggrappandosi alla loro schiena in un abbraccio chiamato amplesso. Alla fine la femmina depone lunghi e doppi fili di uova nere avvolti attorno alla vegetazione acquatica, che possono contenere migliaia di singoli embrioni.
- Tossicita'
- Tossico
- I rospi comuni possiedono prominenti ghiandole parotoidi dietro gli occhi che secernono bufagina, una potente tossina difensiva. Questa sostanza lattiginosa ha un sapore sgradevole ed è irritante, scoraggiando la maggior parte dei predatori come cani e volpi dal morderli. Sebbene non sia pericolosa per la pelle umana, dopo averli maneggiati è necessario lavarsi le mani per evitare di trasferire la sostanza irritante agli occhi o alla bocca.
- Fase vitale
- Metamorfosi
- Le uova di rospo si schiudono in piccoli girini neri che spesso si raggruppano in banchi in acque basse e calde per scoraggiare i predatori e accelerare lo sviluppo. Nel giro di pochi mesi, sviluppano le zampe e assorbono la coda prima di emergere in massa come piccoli rospetti perfettamente formati. Questi giovani terrestri si disperdono nell'habitat circostante e impiegano diversi anni per raggiungere la maturità riproduttiva.
- Manipolazione
- Con cautela
- Sebbene calmi, non andrebbero maneggiati per gioco. Se minacciati, secernono bufotossina dalle grandi ghiandole parotoidi, altamente irritante per le mucose.
- Brumazione
- Affrontano un lungo periodo di ibernazione invernale, scavando a fondo in terreni morbidi per sopravvivere alle gelide temperature europee.
- Muta
- Regolare
- La muta avviene a terra. Il rospo inarca la schiena e usa le zampe per tirare in avanti la pelle morta per poi mangiarla. Un sottovaso d'acqua bassa aiuta il processo.
























































