Paramecium caudatum
Paramecium caudatum
Grande ciliato batterivoro d'acqua dolce che collega la biomassa batterica a predatori come larve di pesce. In una sola goccia, questi protisti possono nuotare, strisciare, ancorarsi a una superficie, pascolare batteri o inseguire prede più piccole. Acque dolci ferme o lente, soprattutto margini ricchi di batteri e detrito. Pascola batteri e particelle organiche ed è a sua volta preda di larve e piccoli predatori; alcuni ceppi ospitano endosimbionti.
Acqua dolce
Oligohymenophorea
Specie
Media
Pascolatore, Cibo vivo
Neutro
Coltura dedicata
200 µm – 300 µm
No, non come individuo
40× per iniziare l'osservazione
Identità, habitat e ruolo ecologico
Osservazione, coltura e relazioni ecologiche
Origine e Distribuzione Geografica
Provenienza
Identificazione e dati osservativi
- Tipo di scheda
- Specie
- Il nome scientifico indica una specie precisa. Per usarlo su un organismo trovato in vasca devono però coincidere i caratteri diagnostici, non soltanto il colore o la forma generale. Specie del genere Paramecium; la forma a pantofola è indicativa ma va distinta da specie simili.
- Affidabilità del riconoscimento
- Media
- L'aspetto consente di orientarsi verso il gruppo indicato, ma per arrivare alla specie o al ceppo servono caratteri più fini, preparazioni specifiche o analisi molecolari. La relazione con i batteri è trofica, non un abbinamento. Parametri ottimali e densità cambiano fra cloni e protocolli.
- Gruppo biologico
- Oligohymenophorea
- Dal punto di vista biologico appartiene a Oligohymenophorea; per comprenderne il ruolo viene osservato nel contesto di protisti e infusori. Protista, ciliato, ameba e flagellato non sono sinonimi e non hanno tutti la stessa risoluzione tassonomica. Molti raggruppamenti utili al microscopio sono funzionali o morfologici e attraversano linee evolutive distanti. È stato documentato in acqua dolce, ma popolazioni provenienti da salinità diverse non sono automaticamente intercambiabili.
- Funzioni ecologiche
- Pascolatore, Cibo vivo
- Nella rete microscopica può agire come pascolatore microbico, risorsa alimentare viva. Pascola batteri e particelle organiche ed è a sua volta preda di larve e piccoli predatori; alcuni ceppi ospitano endosimbionti. Il ruolo effettivo cambia con stadio, densità, risorse disponibili e identità dell'organismo osservato.
- Impatto in acquario
- Neutro
- La presenza suggerisce risorse batteriche disponibili, ma non quantifica da sola sporco o maturità del sistema. La presenza è normalmente neutra e diventa informativa soltanto se collegata a quantità, andamento e microhabitat.
- Coltura e gestione
- Coltura dedicata
- Coltivabile con risorse batteriche controllate; raccolta e densità devono essere separate dalla gestione della vasca. Una coltura starter è possibile con protocolli controllati, contenitori di riserva e verifiche di contaminazione.
- Dimensioni tipiche
- 200 µm – 300 µm
- Cellula allungata coperta di ciglia, spesso intorno a 250 µm, con nuoto rapido e vacuoli contrattili visibili. Le dimensioni più comuni si collocano fra 200 e 300 µm; stadio vitale, ceppo e preparazione del campione possono però spostare questo intervallo.
- Visibile a occhio nudo
- No, non come individuo
- Il singolo organismo non è normalmente distinguibile a occhio nudo. Una sospensione colorata, una patina o un aggregato possono diventare visibili senza rivelare quale specie li abbia prodotti.
- Primo ingrandimento utile
- 40× per iniziare l'osservazione
- 40–100× per moto e forma; 100–400× per ciglia, vacuoli e caratteri comparativi. 40× è un buon punto di partenza per trovare l'organismo o la struttura; l'identificazione può richiedere obiettivi più potenti, preparazioni specifiche o confronto molecolare.
Galleria immagini
Immagini licenziate collegate alla specie o, quando indicato, al taxon rappresentativo piu' vicino.





























