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Encyclopaedia
Scolopendra Gigante Asiatica
Scolopendra dehaani
Il re spietato dei miriapodi e il terrore degli artropodi. Un centopiedi asiatico titanico che incute puro timore per le dimensioni inumane, la formidabile armatura fiammante e soprattutto per il temperamento aggressivo fulmineo accoppiato a un morso incredibilmente doloroso (tra i più dolorosi del regno animale). Assolutamente per esperti, sconsigliata la manipolazione (mani nude vietate).
- Famiglia
- Scolopendridae
- Origine
- Sud-est Asiatico
- Provenienza
- Cosmopolite o introdotteSud America extra-amazzonicoNord AmericaAsia meridionale e sud-est asiatico
- Uso in vasca
- Usata in 0 vasche
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25 °C - 30 °C
n.d.
Terrestre
70 % - 85 %
15 cm
Descrizione
Origine Geografica e Habitat: Diffusa in tutte le foreste pluviali e le giungle torride del sud-est asiatico (Thailandia, Vietnam, Malesia, Indonesia). Sono macchine cacciatrici terrestri e notturne: passano il giorno nascoste sotto enormi rocce, radici umide o sepolte profondamente sotto le lettiere di foglie in decomposizione, emergendo di notte per abbattere qualsiasi creatura si muova sul suolo della foresta.
Tassonomia e Genetica: Famiglia Scolopendridae. Per molto tempo classificata erroneamente come una sottospecie di Scolopendra subspinipes. I collezionisti distinguono diverse varianti geografiche (es. 'Cherry Red' dalla Malesia o 'Yellow-Legged' dal Vietnam). A causa della massiccia deforestazione in Asia, l'allevamento in cattività è divenuto cruciale, seppur assai arduo a causa della tendenza delle madri a cannibalizzare la nidiata se stressate.
Comportamento e Abitudini: Predatori apocalittici e ciechi, o quasi (vedono solo luce/ombra). Navigano il buio muovendo freneticamente le lunghe antenne. Il loro temperamento è tra i peggiori del regno animale: nervose, imprevedibili, incredibilmente veloci e predisposte a mordere violentemente QUALSIASI cosa tocchi le loro antenne, che sia un topo o il dito del padrone. Quando attaccano, si avvinghiano alla preda con dozzine di zampe piene di uncini (causando graffi urticanti sulla pelle umana) iniettando istantaneamente il veleno.
Morfologia e Dimorfismo Sessuale: Raggiungono facilmente i 25-30 cm di lunghezza con la larghezza di due dita umane. Il corpo piatto è composto da 21 segmenti rigidi sovrapposti come un'armatura corazzata. Possiedono due spaventose armi letali chiamate FORCIPULE (arti anteriori massicci e appuntiti modificati in enormi zanne velenifere), collegate a enormi ghiandole velenifere. Il colore varia dal mogano scurissimo al rosso ciliegia brillante (con zampe spesso gialle o rosse a contrasto). Impossibile sessarle a vista senza causargli un infarto o essere morsi.
Cura e osservazioni
Allestimento del Terrario: Cacciatori e fossori instancabili che odiano la luce. Richiedono terrari in plastica, vetro o faunabox LARGHI E LUNGHI (es. 45x30 cm in base). IL REQUISITO DELLA VITA (e delle dita dell'allevatore) E' LA CHIUSURA: le scolopendre sono i peggiori Houdini del mondo degli invertebrati. Possono sollevare i coperchi leggeri con la forza delle loro innumerevoli zampe. Chiusure a scrocco o pesi di metallo sul tetto. Amano un terriccio profondo (15 cm di torba di cocco) umido ma non stagnante, e molti pezzi di corteccia di sughero piatte, sotto cui appiattirsi per dormire.
Illuminazione e Riscaldamento: Esseri oscuri. La luce diretta le manda in panico, causandogli corse frenetiche in tondo fino allo sfinimento. Il terrario va tenuto in una zona in penombra della casa. Temperatura ideale tra i 26°C e i 30°C: fornire calore solo tramite tappetini termici attaccati SUL LATO (mai sotto) per permettere loro di regolare la propria temperatura spostandosi lungo le tane orizzontali. Tollerano brevi abbassamenti notturni fino a 22-23°C.
Umidità e Idratazione: Fradicie ma ventilate. Hanno gravissimi problemi di disidratazione (gli manca il rivestimento in cera degli insetti sull'esoscheletro). L'umidità deve essere alta (70-85%). Una grande e bassissima ciotola d'acqua va fornita, e un lato della terra va tenuto sempre molto umido, lasciando l'altro lato più secco. Una mancanza di umidità porterà alla morte per essiccazione (drying out) durante la muta della complessa corazza (quando l'animale è vulnerabilissimo, soffice e bianco-azzurrino).
Alimentazione e Integrazione: Macchine sterminatrici. Nutrite con grilli, locuste e blatte africane, mangiano tutto intero non lasciando alcuno scarto. Agli esemplari titanici si possono offrire baby topi (pinkies) sgelati rarissimamente (1 volta al mese), per favorire le uova nelle femmine gravide. Il pasto consiste in un assalto fulmineo, paralisi da veleno immediata, seguita dallo smembramento vivo. Nessuna integrazione o calcio richiesto.
Compatibilità e Convivenza: ZERO ASSOLUTO. Una bestia - Una teca. Se incrocia un simile, l'esito è invariabilmente un combattimento a morte con successivo cannibalismo. Solo l'accoppiamento permette una breve tregua prima che la femmina tenti l'omicidio. In cattività, le femmine gravide si acciambellano attorno alla massa di uova (e ai successivi cuccioli bianchi 'pedelings') proteggendoli strenuamente per settimane senza bere né mangiare.
Salute e Malattie Comuni: L'assassino letale (per il padrone): IL MORSO. Il veleno è una complessa neurotossina e cardiotossina (cocktail di serotonina, istamina e Ssm Spooky Toxin). Il morso di un esemplare di 25 cm non uccide un adulto sano, ma causa IMMEDIATAMENTE ore di dolore straziante agonizzante ('come piantare un coltello rovente nella mano'), gonfiore mostruoso dell'arto, vertigini e febbre persistenti per giorni. L'uso di enormi e resistenti pinze metalliche (tweezers) di almeno 40 cm è OBBLIGATORIO per qualsiasi operazione nel recinto. L'animale è esente da vere e proprie malattie ma vulnerabile agli acari (piccoli pallini bianchi attaccati tra i segmenti) causati da scarsa igiene del suolo.
Profilo invertebrato terrestre
- Dieta
- Carnivoro
- Umidita'
- 70 % - 85 %
- Temperatura
- 27 °C
- Socialita'
- Solitary
- Livello veleno
- High
- Profondita' substrato
- 15 cm
Galleria immagini
Immagini licenziate collegate alla specie o, quando indicato, al taxon rappresentativo piu' vicino.
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