Scolopendra tigre
Scolopendra polymorpha
Un centopiedi nordamericano robusto e vivace, caratterizzato da bande scure trasversali sul corpo. Possiede un morso velenoso doloroso e richiede contenitori a prova di fuga.
Ambiente
Terrestre
Umidita'
40 - 60 %
Temperatura ambiente
24 - 28 °C
Temperatura giorno
27 °C
Temperatura notte
20 - 22 °C
Profondita' substrato
>= 8 cm
Descrizione della specie
Origine e Habitat: Ampiamente diffusa nelle regioni aride e semi-aride del Nord America, in particolare negli Stati Uniti sud-occidentali (California, Arizona, Texas, New Mexico) e in gran parte del Messico settentrionale. Popola praterie desertiche, zone rocciose, colline aride e boschi radi. Vive nascosta sotto rocce, tronchi caduti, detriti vegetali o all'interno di fessure nel terreno.
Tassonomia e Genetica: Appartiene alla classe Chilopoda, ordine Scolopendromorpha, famiglia Scolopendridae e genere Scolopendra. Descritta da Wood nel 1861. Il nome polymorpha si riferisce all'incredibile variabilità cromatica e morfologica che caratterizza le diverse popolazioni geografiche, le quali presentano variazioni nella colorazione e nel pattern di bande.
Comportamento e Abitudini: Specie notturna, solitaria ed estremamente aggressiva nei confronti delle prede. Trascorre il giorno nascosta per evitare la disidratazione. È un predatore attivo e veloce che esplora il terreno di notte, catturando piccoli invertebrati e piccoli vertebrati con i forcipuli (le zampe anteriori modificate collegate alle ghiandole del veleno).
Morfologia: Raggiunge solitamente una lunghezza di 10-15 cm. Il corpo è allungato e segmentato, protetto da placche chitinose. Presenta una colorazione di base giallastra, marrone chiaro o arancione, tipicamente attraversata da bande trasversali nere o blu scuro su ciascun segmento corporeo (da cui il nome comune 'scolopendra tigre'). Le antenne e le zampe sono generalmente gialle o azzurre.
Cura, allevamento e convivenza
Allestimento del Terrario: Richiede un terrario a sviluppo orizzontale di almeno 30x20x20 cm. L'altezza del terrario deve essere sufficiente a impedire che l'animale si arrampichi fino al coperchio. È fondamentale utilizzare un contenitore con coperchio a chiusura ermetica e prese d'aria molto piccole, poiché sono abili scalatrici e possono fuggire facilmente.
Illuminazione e Riscaldamento: Non richiede illuminazione specifica, poiché è un animale notturno e rifugge la luce. La temperatura ideale diurna deve essere mantenuta tra i 24°C e i 28°C nella zona calda, con un leggero calo notturno a 20-22°C. Per il riscaldamento si può utilizzare un piccolo cavetto riscaldante termostatato applicato su un lato del terrario.
Umidità e Idratazione: Trattandosi di una specie proveniente da zone semi-aride, tollera l'aria più secca rispetto alle specie tropicali, ma necessita comunque di una zona umida. Il substrato ideale è composto da una miscela di torba e sabbia profonda 5-8 cm, mantenuta leggermente umida in un angolo della vasca. Fornire una ciotolina d'acqua bassissima.
Alimentazione e Integrazione: Predatore vorace. Alimentare una o due volte a settimana con insetti vivi come grilli, blatte, tarme della farina e cavallette di dimensioni adeguate alla taglia dell'animale. Non necessita di integrazione minerale se gli insetti sono ben nutriti. Rimuovere i resti di cibo non consumati entro 24 ore per evitare acari.
Compatibilità: Animale strettamente solitario e fortemente cannibalista. Non è possibile alloggiare più esemplari nello stesso terrario in nessuna fase della loro vita, tranne durante il delicato accoppiamento monitorato. Anche la vicinanza ravvicinata può indurre stress o tentativi di fuga.
Salute e Malattie: Il veleno è doloroso e causa gonfiore e bruciore intensi nell'uomo; manipolare l'animale solo con lunghe pinze morbide e mai con le mani. Le patologie comuni sono la disidratazione e le infezioni fungine dovute a substrati troppo bagnati o scarsa ventilazione. In caso di muta bloccata, l'animale rischia la morte.
Origine e distribuzione geografica
Questa specie proviene da: North America: southwestern United States and northern Mexico..
Provenienza
Selezione artificiale e varietà coltivateCentro America e CaraibiNord America
Profilo invertebrato terrestre
- Dieta
- Carnivoro
- Carnivoro. Si nutre di vari insetti, aracnidi e piccoli vertebrati. In cattività, prospera con grilli, scarafaggi e tarme della farina.
- Taglia adulta
- 15 cm
- Stile di vita/Microhabitat
- Terricolo
- Questa specie è principalmente terrestre e semi-fossoria. Dipende fortemente da un substrato profondo e strutturato per costruire tane, che la aiutano a regolare la temperatura corporea e i livelli di idratazione nel suo habitat nativo.
- Ciclo di attivita'
- Notturno
- La Tiger Centipede è un predatore notturno molto attivo. Durante le ore diurne rimane nascosta sotto rocce, tronchi o in tane profonde per conservare l'umidità. Con il buio, emerge per pattugliare attivamente il substrato in cerca di prede invertebrate e piccoli vertebrati.
- Socialita'
- Solitario
- Solitario e molto aggressivo. Sono cacciatori terrestri veloci che preferiscono scavare o nascondersi sotto i detriti durante il giorno e cacciare di notte.
- Riproduzione
- Oviparo
- Le femmine depongono le uova in una tana e le sorvegliano attivamente fino alla schiusa. Avvolgono il corpo attorno alla covata per proteggerla dai predatori e dalle infezioni fungine.
- Velenoso
- Sì
- Manipolazione
- Solo osservazione
- Essendo un centopiedi altamente velenoso e imprevedibile, è strettamente un animale da esposizione. La manipolazione è fortemente sconsigliata a causa della sua aggressività, dei movimenti rapidi e della capacità di infliggere un morso doloroso. Usare sempre pinze lunghe per la manutenzione.
- Brumazione
- Non richiesta
- Richiede un periodo di raffreddamento invernale per simulare i cambiamenti stagionali naturali e mantenere la salute a lungo termine.
- Muta
- Regolare
- La muta avviene periodicamente con la crescita, richiedendo un'umidità elevata per prevenire complicazioni fatali. Si ritira in una tana sicura e umida, rifiutando il cibo per giorni prima di mutare, consumando spesso l'esuvia successivamente.















































