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Elodea canadensis
Elodea canadensis
Elodea canadensis: pianta acquatica della famiglia Hydrocharitaceae. Luce: Da media ad alta.
- Famiglia
- Hydrocharitaceae
- Provenienza
- Cosmopolite o introdotteNord America
- Uso in vasca
- Usata in 0 vasche
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4 °C - 20 °C
6 - 8.5
Acqua dolce
Da media ad alta
5-40 mg/L
Descrizione
Origine Geografica e Habitat: Nota universalmente come "Peste d'acqua" (Canadian waterweed), *Elodea canadensis* è originaria delle acque fredde e temperate del Nord America. Tuttavia, dal diciannovesimo secolo è stata introdotta (accidentalmente o tramite scarichi acquariofili) in tutti i continenti, diventando una temibile specie aliena infestante. Popola laghi statici profondi, fiumi a lento scorrimento, canali e stagni anche sottoposti al gelo invernale. Come suggerisce il nome comune, è un relitto di adattabilità ecologica brutale.
Tassonomia e Genetica: Appartiene alla famiglia delle Hydrocharitaceae (cugina della più nota *Egeria densa* e della letale *Hydrilla verticillata*). Il suo patrimonio genetico è rigidamente acquatico: a differenza di molte piante da acquario, è incapace di formare fogliame emerso. Strutturalmente si difende dalle temperature gelide producendo turioni (gemme ibernanti specializzate) che svernano nel fango profondo fino al ritorno del tepore primaverile.
Struttura Fisica: Architettura caulescente pura. Presenta steli molto esili, fragili e filiformi, altamente ramificati. Le foglie (corte, oblunghe-lanceolate, leggermente arcuate verso il basso) nascono dai nodi disposte rigorosamente in verticilli di 3 lamine fogliari (il che la distingue a colpo d'occhio da Egeria, che ne ha 4 o 5, e Hydrilla, 4-8). Sviluppa lunghe radici avventizie bianche dai nodi per prelevare nutrimento o ancorarsi tenuemente al substrato.
Colore e Trama: Cromaticamente si assesta su un verde scuro, cupo e molto profondo, che occasionalmente può schiarire al verde traslucido nelle punte in attiva crescita estiva. Non sono mai presenti pigmentazioni di colore rosso. La consistenza della foglia sommersa è decisamente ruvida, semi-rigida, friabile (si spezza piegandola) e pungente ai bordi, una caratteristica che la salva dai morsi dei pesci vegetariani meno ostinati.
Cura e osservazioni
Illuminazione e CO2: Estremamente umile e poco esigente in termini di luce. Prospera bene sotto PAR medi (40-60) ma sopravvive vigorosamente anche all'ombra dei ninfeeti in natura. Una luce abbagliante e temperature tropicali spesso la mandano in blocco metabolico o la bruciano. Non richiede somministrazioni di CO2 pressurizzata; come tutte le Hydrocharitaceae è in grado di operare la decalcificazione biogena, estraendo carbonio dai carbonati se disperata (consumando il KH della vasca).
Nutrizione e Substrato: Un eccellente bioreattore per assorbire i fosfati e l'azoto. La sua mancanza di un vero apparato radicale da suolo indica che la quasi totalità dell'assorbimento minerale avviene tramite i pori dell'epidermide foliata. Si accontenta della ghiaia sterile, della sabbia del fiume o addirittura può essere coltivata semplicemente fluttuante (free-floating) nei laghetti ornamentali dove filtra naturalmente i reflui organici dei pesci rossi o delle koi.
Chimica dell'Acqua: Ecco il suo limite nell'acquariofilia moderna: l'Elodea odia l'acqua tropicale. La sua temperatura di benessere va dai 10°C ai 20°C (temperato-freddo). Se allevata a 25-28°C (tipici delle vasche sudamericane), i fusti deperiranno in poche settimane, assottigliandosi e sfilacciandosi miseramente in modo fatale. In termini di pH (6.5-8.5) e Durezza, predilige acque di media durezza o dure, calcaree.
Gestione dello Spazio e Posizionamento: La morte termica nei classici acquari tropicali è assicurata. Si raccomanda unicamente per acquari d'acqua fredda aspecifici (Goldfish, Oranda, Medaka giapponesi) o in Pond/Laghetti esterni dove fornirà prezioso rifugio alla fauna svernante e supererà l'inverno assopita. In vasca si posiziona nello sfondo, appesantendo i mazzetti di fusti con rocce o cannolicchi di ceramica.
Potatura: Se allevata nel giusto range termico freddo, la potatura è massiccia e voluminosa. Tollerando ogni genere di amputazione, si tagliano semplicemente i vertici staccandoli con le unghie (topping) a qualsiasi altezza, sfoltendo la foresta creatasi. Si prega categoricamente di incenerire, bollire o buttare nel rifiuto secco i residui di potatura; uno sciacquone con mezza *Elodea canadensis* viva devasterà gli equilibri del corso d'acqua locale.
Rischi e Malattie: Oltre al già citato collasso cellulare (Melt-down) indotto dalle alte temperature, è immune a gran parte dei patogeni. Può ricoprirsi di alghe cianobatteriche o BBA (pennello nere) se il flusso dell'acqua ristagna nei suoi densi cespugli scuri. Chimicamente, detesta i farmaci antibatterici liquidi a base di Rame (Cu) o Verde Malachite, che scioglieranno le lamine fogliari all'istante.
Profilo pianta
- Posizionamento
- Background
- Forma botanica
- stem, free-floating submerged plant
- Luce
- Da media ad alta
- CO2
- 5-40 mg/L
- Crescita
- Rapida
- Altezza attesa
- 60 cm
- Larghezza attesa
- 10 cm
- Fertilizzazione in colonna
- Fertilizzazione in colonna stabile, regolata su crescita e alghe
- Fertilizzazione radicale
- Utile soprattutto per forme radicate; non prioritaria per epifite
- Potatura
- Rimuovere foglie deteriorate e potare senza destabilizzare il gruppo.
- Propagazione
- Frammentazione, Talee
- Nutrienti
- I range di durezza, CO2 e nutrienti sono conservati nelle note di cura quando riportati dalla fonte.
- Sensibilita'
- Evitare cambi bruschi di luce, CO2 o fertilizzazione.
- Ruolo layout
- Sfondo, Centro vasca
Galleria immagini
Immagini licenziate collegate alla specie o, quando indicato, al taxon rappresentativo piu' vicino.

