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Encyclopaedia
Tarantola Riccia (Curly Hair)
Tliltocatl albopilosus
La beniamina per eccellenza dei neofiti. Completamente coperta da una fitta pelliccia dorata dai peli lunghi e arricciolati, sembra un minuscolo e innocuo orsetto. Incredibilmente calma.
- Famiglia
- Theraphosidae
- Origine
- Costa Rica, Nicaragua, Honduras
- Provenienza
- Centro America e Caraibi
- Uso in vasca
- Usata in 0 vasche
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21 °C - 27 °C
6.5 - 7.5
Terrestre
65 % - 75 %
15 cm
Descrizione
Origine Geografica e Habitat: Precedentemente inserita nel genere Brachypelma, l'areale del Tliltocatl si sposta decisamente più a sud, coprendo le foreste calde e transitorie del Costa Rica e Nicaragua. Al contrario delle cugine messicane, vive in microclimi dove le piogge sono più abbondanti, al limitare del suolo delle foreste primarie, vicino ai ceppi putrescenti.
Tassonomia e Genetica: Famosa nel circuito hobbistico da oltre trent'anni col nomignolo di 'Curly hair' (peli ricci). Si distinguono sul mercato i ceppi purissimi selvaggi 'Nicaragua' caratterizzati da una lana densissima color rame e oro, rispetto ai ceppi ibridi più antichi d'allevamento, lievemente più bruni e lisci.
Comportamento e Abitudini: Tra i primati di tranquillità terraristica, compete con la Eublepharis per il premio di rettile/invertebrato più docile. Difficilmente assume la posa minacciosa a zampe alzate, esita sempre a calciare i peli se non provocata pesantemente, limitandosi ad arretrare. Cacciatrice notturna che ama tessere tappeti circolari di tela attorno all'entrata del nascondiglio per rilevare le vibrazioni dei grilli.
Morfologia e Dimorfismo Sessuale: A dispetto dei cugini colorati, possiede un colore di base color ebano, ma ogni millimetro del corpo e zampe è avvolto da peli setosi dorati, lunghissimi ed ondulati, che le donano una forma sproporzionata e arrotondata simile ad un gomitolo. Dimorfismo: femmine molto tozze e robuste, maschi dall'addome ridicolo ma muniti di lunghe zampe villose usate nel girovagare alla disperata ricerca recettiva.
Cura e osservazioni
Allestimento del Terrario: Fossori terrestri. Necessita contenitori in base 30x40 cm, e un volume spropositato di substrato terroso-torboso pressato da 15-20 cm per consentirle di dare sfogo all'incredibile necessità di riorganizzare gli spazi: passerà le notti come un piccolo escavatore sollevando palle di fango per rimodellare la teca o murare le pareti d'accesso.
Illuminazione e Riscaldamento: Ombra perenne gradita, fuggono le fonti luminose dirette. Accettano ampi range termici (22-26°C), ma l'abbassamento drastico prolungato a 18° spingerà l'animale a chiudersi nella tana col tappo misto terra e tela per mesi interi, rifiutando di nutrirsi finché la stagione fredda della stanza non verrà ripristinata a climi primaverili.
Umidità e Idratazione: Qui occorre una netta differenziazione dalle Brachypelma: originando dal Costa Rica tollerano e richiedono umidità maggiori, stabili sul 65-75%. Ottimo sistema è dividere il fondo a metà: tenere una zona completamente secca e sabbiosa-torbosa, innaffiando e nebulizzando abbondantemente l'altro 50% di terreno, dando all'animale libera scelta termica ed idrica per crogiolarsi.
Alimentazione e Integrazione: Eccezionalmente ingorde se mantenute ai giusti gradienti caldi. Scattano sul grillo a tradimento con un balzo fulmineo, avvolgendolo con le pesanti zampe ricciolute. Accettano facilmente pinzette o cibo precongelato scongelato da terra come pezzi di pesce bianco (se abituati) ma la dieta viva formata da blatte Red Runner o Dubia rappresenta il 100% del fabbisogno pulito.
Compatibilità e Convivenza: Solitaria in maniera stringente. Le interazioni umane vanno limitate al minimo: la manipolazione (handling), benché fattibile grazie al comportamento remissivo e fiducioso della migale, resta un trauma silenzioso per le giunture esoscheletriche dell'animale, una pratica da evitare come per tutte le tarantole da terrario.
Salute e Malattie Comuni: Invulnerabili. L'unico rischio effettivo deriva dagli urti o dall'obesità: l'addome si assottiglia a membrana quando l'animale divora cibo eccessivo (power feeding), lacerandosi fatalmente al minimo sussulto o struscio contro un legno nodoso posto nella teca, motivo per cui i rami o rocce taglienti vanno assolutamente evitati o levigati.
Profilo invertebrato terrestre
- Dieta
- Insettivoro (grilli, locuste, blatte)
- Umidita'
- 65 % - 75 %
- Temperatura
- 23 °C
- Socialita'
- Solitario
- Livello veleno
- Veleno lieve (peli urticanti)
- Profondita' substrato
- 15 cm
Galleria immagini
Immagini licenziate collegate alla specie o, quando indicato, al taxon rappresentativo piu' vicino.
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