Torna all'atlante
RettileTerrestreFacile

Encyclopaedia

Geco Verrucoso

Hemidactylus turcicus

Tipico geco mediterraneo dalle abitudini notturne, presenta un corpo ricoperto da piccoli tubercoli e un caratteristico colore rosato o marrone chiaro semitrasparente.

Famiglia
Gekkonidae
Origine
Bacino del Mediterraneo
Provenienza
Cosmopolite o introdotteAfrica e MadagascarEuropa, Mediterraneo e Asia occidentale
Uso in vasca
Usata in 0 vasche

Condividi

Sfide specie
Temperatura

15 °C - 32 °C

pH

6.5 - 7.5

Tipo acqua

Terrestre

Punto basking

32 °C

UVB

Basso

Descrizione

Origine Geografica e Habitat: Il fiero geco autoctono della cinta mediterranea e del Nord Africa, introdotto poi in America meridionale. Un'icona estiva di paesini assolati italiani e greci, staziona esclusivamente di notte su muri bianchi scrostati, tegole sbrecciate calde di accumulo termico, muri a secco pieni di fessure e pietre grezze del carso meridionale o vecchi balconi polverosi e assolati.

Tassonomia e Genetica: Famiglia Gekkonidae. Notissimo in Italia semplicemente come 'Geco Comune' sebbene la classificazione europea differenzi la robusta e aggressiva *Tarentola mauritanica* dai più miti, snelli e verrucosi *Hemidactylus* chiamati comunemente 'Salamanquesa' nei climi iberici e 'Mediterranean House Geckos' all'estero. In possesso di eccellenti lamine subdigitali adesive per le superfici lisce e verticali.

Comportamento e Abitudini: Di una docilità schiva affascinante: se sorpreso ai fari esterni non esita a gettarsi letteralmente nel vuoto planando rovinosamente a terra o sgusciando come acqua densa fluidissima tra i blocchi delle intercapedini, lasciando la coda spezzata in dote al predatore come diversivo. Cacciano moscerini delle pareti rincorrendoli per estese porzioni di case, appiattendo il corpo per eludere le termocamere dei gufi notturni avversari.

Morfologia e Dimorfismo Sessuale: Minuscolo ma testurizzato. Il suo corpo tubolare, esile ma gonfio e molle all'addome, è quasi di colore carneo diafano-rosa (semitrasparente se posto in controluce) interrotto da evidentissime file geometriche di spiccati e rudi tubercoli carenati scuri che gli donano il nome volgare 'Geco Verrucoso'. Dimorfismo visivo nullo: maschi gonfiati dai rigonfiamenti testicolari (Bulges).

Cura e osservazioni

Allestimento del Terrario: Riprodurre i muretti a secco italiani e il sole pomeridiano. Le pareti lisce in vetro andrebbero coperte da sfondi in poliuretano scavato a roccia, piastrelle inclinate grezze di mattoni in cotto o scaglie porose incrociate per nascondigli ultra-sottili e inespugnabili. Inserire rami secchi torti in ulivo o viti sbiancate aride su un sottile strato granulometrico vario e torboso argilloso. Piante di mirto seccato o erbe fini per l'aspetto arido.

Illuminazione e Riscaldamento: Adorano letteralmente schiacciarsi la sera contro le pietre arroventate (che mantengono una tremenda termofilia residua del pomeriggio a 34°C). Il tappeto o roccia termica è l'ideale se associato ad eccellenti cali notturni (inverni brumanti al calo domestico invernale spento spingono le riproduzioni). Il sole italiano o artificiale forte del sud dona loro UV eccellenti prima del crepuscolo.

Umidità e Idratazione: Amano l'arido o il semi-arido marittimo: 45-60% di base, ma sanno bere le rugiade mattutine sulle foglie succulente o sulle rocce porose fredde condensa. La nebulizzata saltuaria (una a settimana) per bere è graditissima. Tappino dell'acqua o ciotolina piana su cui inabissare occasionalmente il musetto affilato ma privo di esagerazioni monsonici forestali inammissibili per la loro genetica secca.

Alimentazione e Integrazione: Mangioni formidabili ma solo nel crepuscolo profondo, preferendo prelevare falenine, micro tignole, mosche domestiche ronzanti da pareti lisce, zanzare estive (Culicidi), o classiche blattine lateralis da teca che stazionano nei fondali, su cui saltano cadendo dai vetri frontali. Non esigono la perfezione della polvere integratrice calcica ma è vitale per le deboli femmine sfiancate dalle infinite ma fragili ovette deposte nei calcinacci incastrati in primavera.

Compatibilità e Convivenza: Piccoli branchi territoriali sparsi. Estremamente placidi: le zuffe si risolvono spessissimo in sonori richiami difensivi acuti simili ad una gomma da masticare stridente e un paio di morsicati sui fianchi ma privi dello smembramento grave di altre specie aggressive se lo spazio consente scappatoie ampie di rifugio multiplo per ogni individuo immesso o colonizzato (1.3 ratio).

Salute e Malattie Comuni: L'assenza vitale di spazi angusti e aderenti per il letargo o il rifugio diurno porta le ossa a decalcificarsi da iperstress motorio a vista: soffrono enormemente di ansia visiva da teca spoglia senza 'crepe' da abbracciare o fessure in cui rintanarsi a compressione corporea, morendo apatici rifiutando il cibo o la caccia, con la chiusura opaca degli occhi ed inedia fulminante irreversibile ai liquidi integrativi orali spruzzati dal veterinario d'emergenza.

Profilo rettile

Dieta
Insettivoro
Umidita'
40 % - 60 %
Temperatura ambiente
17 °C
Punto basking
32 °C
UVB
Basso
Taglia adulta
12 cm
Terrario minimo
45 L

Galleria immagini

Immagini licenziate collegate alla specie o, quando indicato, al taxon rappresentativo piu' vicino.